GLI AFFRESCHI
IL PRESBITERIO
Il presbiterio affrescato
Addentriamoci ancora ed iniziamo la nostra lettura a sinistra, notando subito come quella parete, posta a tramontana, abbia conservato in modo ottimale la vivacità delle tinte sia nella rappresentazione dell’adorazione dei Magi, collocata in alto, sia nelle figure degli apostoli. Il tricesimano Alan Brusini annota il particolare, nell’adorazione dei Magi, di un «San Giuseppe che ripara la fiamma della candela con la mano destra, con un gesto antico e di sempre. che il pittore ha saputo cogliere e, nello sfondo, due divertenti teste di cammelli» (22).
La serie degli apostoli si trova nel settore di mezzo ed incomincia con S. Paolo, seguito dal capo dei dodici e da altri quattro su quella parete. Sopra le figure della prima coppia si può notare quel lacerto di affresco anteriore già menzionato e vari mozziconi di vocaboli appartenenti alla stesura del Thanner.
Adorazione dei magi.
La parete frontale è uno spettacolo di vera novità, almeno per i contemporanei, in cui personaggi e tinte sono riemersi dopo tanto tempo nella loro redazione originale come dopo un bagno di reviviscenza; bagno che purificò ogni riparto da vecchie scialbature dovute a residuati di calce ed accumuli di polvere, complici altare e pala ivi addossati ab immemorabili.
Ed ecco, sopra, campeggiare una «pietà» con sfondo di cielo blu: i contorni si sono ben conservati se si eccettua una parte del volto del Cristo morto; il gruppo centrale è fiancheggiato da S. Pelagio ed un S. Floriano che spegne il fuoco, mentre a sinistra ci sono gli altri due contitolari: S. Agostino e il profeta Daniele, per ognuno dei quali è leggibile il nome proprio nella grafia tipica del ’500.
Nella zona mediana continua e termina la serie degli apostoli a colori vivaci ed incorniciati nella propria arcatella. Più che descrivere questa parete, giova osservarla e penetrarla per concludere con Alberto Rizzi (24) che il restauro del 1978 «ha rivelato una vivace partitura cromatica impostata oltre che sulle "terre" su un ben’ conservato blu-cobalto».
La pietà con i santi titolari della chiesa.
A destra, la parete presenta l’unica finestra del presbiterio ed è il solo spazio non dipinto poiché sopra troviamo il Battista cui fanno compagnia ad un livello inferiore due graziosi angioletti musicanti con violino e mandolino; negli scomparti più bassi, altri santi, tra i quali S. Rocco e S. Sebastiano.
Nelle vele del soffitto, delimitate da costoloni rilevanti e pure decorati con segni geometrici, si possono contemplare i 4 evangelisti con i loro classici simboli e l’immancabile libro. La gamma dei colori, qui (forse per l’idea di celestialità che viene dalla volta di un intradosso) ha una tonalità più tenue a confronto con la vivacità delle figure (più vicine all’osservatore) stazionanti sulle pareti dell’abside. Prima di voltare le spalle a questa galleria d’ arte, notiamo in basso tutto’ingiro, uno zoccolo parietale a strisce gialle e rosse, che ben s’accosta agli affreschi ed al tono caldo del nuovo pavimento in cotto; non risulta a fresco, bensì con colori a caseina, e pertanto è un’aggiunta posteriore.
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I DODICI APOSTOLI
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PARTICOLARI DEL CICLO DI AFFRESCHI
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PARTICOLARI DEI VOLTI RAFFIGURATI
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