CARTA D’ IDENTITÀ
UNA CHIESA CAMPESTRE
La chiesetta vista da settentrione
      Fra le varie chiese votive (una decina) racchiuse nelle dimensioni
geografiche di Tricesimo una particolarmente cara al cuore dei tricesimani è
fuori dubbio la chiesa intitolata a S. Pelagio, situata ad est di
Adorgnano, al limite del territorio su cui si estendono sia la pieve
che il comune di Tricesimo.
La chiesetta sorge in aperta campagna; l’atto della consacrazione, avvenuta in data imprecisata tra il 1547 e il 1557, così
la descrive: «ecclesiam Sancti Pelagij campestrem de Villa Adorgnani
Aquilejensis Dioecesis» (1), mentre nel secolo seguente, quando i
documenti ufficiali vengono stilati «in lingua», si trovano frasi
del genere: «Nel territorio della nostra Villa s’attrova in luogo
campestre una Chiesa sotto l’invocatione di Santo Pellagio» (2).
E fra le trenta Ville (cioè paesi a dimensione rurale) richiamate in un
registro della Cancelleria patriarcale nell’anno 1500 per la visita che
doveva compiere l’arcidiacono aquileiese nella nostra pieve (3), non risulta
inclusa alcuna Villa di S. Pelagio; la chiesa in oggetto è sempre menzionata
dopo quella di Adorgnano, come nella relazione della visita pastorale effettuata
dal patriarca Francesco Barbaro nel 1594: «La gesia d’ogni S.ti
d’Adorgnano; la gesia di S. Pellagio d’esso logo ...» (4).
Non è che per il luogo appartato la simpatica chiesetta sia poco nota
agli extrapaesani; infatti gli abitanti dei paesi che costellano la zona del
Rojale ben conoscono quell’antica costruzione, se non altro perché
vi passano accanto per arrivare a Tricesimo; in più l’epoca del progresso,
quasi a scompigliarne la quiete, vi collocò alle spalle una ferrovia con
relativa stazione denominata «San Pelagio», offrendo nel con
tempo ad una miriade di viaggiatori l’occasione di sbirciare fugacemente
quell’edificio sacro; e quando i treni si fermano per caricare o deporre i
pendolari che frequentano quella linea ferroviaria quotidianamente, il casello
richiama a tutti la chiesa attigua e sospinge ad uno sguardo più prolungato e,
forse, più compiacente.
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La stazione di Tricesimo-S.Pelagio